Boccadigabbia era uno dei "cento poderi" della Amministrazione
Bonaparte di Civitanova, una vasta tenuta che per oltre un secolo
fu un importante esempio di moderna e organizzata agricoltura;
come in tutti i poderi dell'Amministrazione, nella antica casa
colonica di Boccadigabbia troviamo ancor oggi una vecchia formella
di ceramica che riporta il nome del podere sormontato dallo
stemma napoleonico della "N" coronata.
Boccadigabbia ha oggi una estensione di quasi 10 ettari, interamente
coltivati a vigneto; si trova nella contrada Castelletta di
Fontespina, sulle prime colline che dal mare Adriatico salgono
verso l'antico borgo di Civitanva Alta. La sua felice esposizione
verso Sud e la dolcezza del clima mitigato dalla vicinanza del
mare, hanno fatto ritenere da sempre che Boccadigabbia fosse
particolarmente vocato per la coltivazione delle uve da vino.
Alla fine degli anni sessanta, quando si decise di destinare
tutto il podere alla coltura intensiva della vite, furono piantati
vitigni allora consigliati per la produzione di vini da tavola
locali; purtroppo ciò provocò la perdita dei vitigni
antichi, direttamente derivati da quelli fatti impiantare nell'ottocento
dall'ing. Hallaire, agronomo francese sovraintendente generale
di Napoleone III°.
Per rimediare a questa perdita, nel 1986 viene avviato un programma
di rinnovo del vigneto decidendo di ripiantare vitigni francesi
già coltivati anticamente come Cabernet, Merlot e Pinot
Nero, nel tentativo, ormai pienamente riuscito, di riprodurre
la antica e proverbiale qualità delle uve della Amministrazione
Bonaparte.
>> La Tenuta Bonaparte
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